Scicli

Brevi cenni storici della città di Scicli

Scicli è una monumentale cittadina barocca della Sicilia sud orientale insignita nel 2002 del titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, insieme con altri sette comuni nella lista delle Città tardo barocche del Val di Noto.
La presenza umana nel territorio di Scicli risale addirittura al periodo eneolitico, come dimostrano i ritrovamenti della grotta maggiore situata vicino all’Ospedale Busacca, datati fra l’età del rame e l’età del bronzo antico (III-II millennio a.C. – XVIII a.C.-XV secolo a.C.).
La caratteristica conformazione del territorio con la presenza di cave e grotte carsiche, ha favorito la nascita di numerosi insediamenti rupestri. Oltre a quello preistorico di Grotta Maggiore, ricordiamo anche l’insediamento tardo bizantino del VII secolo d.C. sito in località Castellaccio, e l’insediamento rupestre bizantino (VIII secolo d.C.) e medievale (X-XI secolo d.C.) in località Chiafura, visibile sino ai nostri giorni. Ritrovamenti archeologici, in particolare i resti di un abitato greco presso la foce dell’Irminio, testimoniano la presenza, o comunque dei contatti di primaria importanza con i greci. Così come Comiso e Ispica, Scicli vanta la propria discendenza dalla città greca-siracusana Casmene, fondata nel VII secolo a.C. Per motivi topografici l’ipotesi che Scicli possa discendere da Casmene è da considerare comunque non realistica.
Oltre ai resti greci sono state trovate tracce che testimoniano la presenza dei cartaginesi, presenti nell’isola fino alla conquista romana avvenuta nel III secolo a.C. Sotto il dominio romano Scicli divenne città “decumana”, ovvero città sottoposta al tributo della “decima” consistente nel pagamento di un decimo del raccolto. Dopo la caduta dell’Impero romano d’occidente Scicli passò ai bizantini e subì, come altre città dell’Isola, le incursioni dei Barbari.